Lee Ranaldo "Road Movies" (Quarup, Pescara 2007)
Dal 28 giugno 2007 sarà disponibile presso tutte le librerie Lee Ranaldo, Road Movies (Quarup 2007), antologia dei libri pubblicati dal chitarrista dei Sonic Youth. Descrizione visionaria e inaspettata, profondamente umana, delle sensazioni di una rockstar durante le tournée degli anni ’80 e ‘90, quello di Lee Ranaldo è molto più di un libro per fans e racconta il “dietro le quinte” di un viaggio appassionante, sempre sospeso tra vita pubblica ed esistenza privata, alla continua ricerca di un senso nascosto del vivere. Dalla quarta di copertina: A chi non sarebbe piaciuto seguire tutte le date di tutte le tournée dei Sonic Youth dal giorno della loro fondazione? Seguirne il percorso e l’ascesa con uno sguardo da dentro, come un insider discreto e invisibile o come un oggetto di scena, un microfono, uno strumento, una chitarra... Con questo libro Lee Ranaldo, chitarrista della band newyorchese, ci apre in un certo modo una porta dimensionale e ci guida all’indietro proprio in quel viaggio, attraverso le annotazioni di fatti ed emozioni che giorno per giorno registrava fin dai primissimi esordi del gruppo. È tecnicamente il diario di bordo (di cui si conserva la grafia originaria) degli anni tra il 1980 e il 1994, ma nella lettura si rivela qualcosa di diverso, e di più grande: un vero e proprio romanzo (auto)biografico, memoir, che si svolge nei luoghi dei concerti dei Sonic, e si potrebbe dire “dentro di loro”. Sono immagini che sfrecciano con la velocità di un paesaggio intravisto dal finestrino di un’auto in movimento e sensazioni che restano. Sono frammenti di un’unica storia che parla della vita, dell’arte, dell’amicizia, dell’amore, di speranze perdite incontri e autostrade che per un tratto anche noi, insieme a loro, abbiamo fisicamente percorso. Road Movies è il libro di un Autore in possesso di una prosa di sorprendente qualità letteraria e di una sapienza compositiva rara, qualità che sono valse a Lee Ranaldo in patria la definizione di “vero erede di Allen Ginsberg e Jack Kerouac”, capace di raggiungere “la libertà espressiva di un Charles Bukowski”.